La gioia di mamma
e papà, dopo il racconto della mattinata, fu grande, non tanto
per il voto in se stesso ma perchè capivano che la loro piccola
Tina aveva ottenuto un’importante vittoria contro la sua timidezza,
la sua insicurezza e forse questo sarebbe stato solo l’inizio...
Anche l’esultanza di Ste fu indescrivibile.
- Allora Vale... che ti avevo detto? Io l’ho capito immediatamente
che tu vali molto, era ora che cominciassi a dimostrarlo anche agli
altri!
- Grazie, Ste, è anche merito tuo, sei tu che mi hai sostenuto,
mi hai spinto a non arrendermi...
Ma adesso devo mettermi al lavoro, domani vorrei farmi interrogare
in scienze...
- Povera me, adesso chi la ferma più... e scommetto che io
dovrò ascoltarti mentre la ripeti eh? Che argomento ci tocca?
- Il magnetismo.
- Oh mamma.. è una roba che si mangia?
- Ma va là ignorantona, adesso ti spiego tutto io!
Verso le 4 del pomeriggio si sentì il campanello suonare e
dopo qualche secondo ecco la voce della mamma provenire dall’ingresso:
- Sì c’è, è di sopra nella sua stanza,
vieni, ti accompagno... Tinaaaaa... c’è una tua compagna
di scuola!
Ste e Valentina si guardarono con aria interrogativa.
- Aspettavi qualcuno?
- No, io...
In quel momento la porta della camera si aprì ed entrò
la mamma seguita da..... Sara!
- Ciao Valentina
- Ciao Sara...
Beh vi lascio e torno alle mie faccende – soggiunse la mamma
e nella camera per qualche interminabile secondo regnò un silenzio
imbarazzante.
Fu Valentina ad interromperlo, chiedendo alla compagna:
- Vuoi sederti?
- No grazie, resto in piedi, io.... – era evidente che le parole
le uscivano di bocca con grande sforzo – sono venuta a ringraziarti
per stamattina. Ho capito che ti sei offerta per evitarmi una brutta
figura e... io non credo che l’avrei fatto se mi fossi trovata
nei tuoi panni... non sono mai stata tanto gentile con te! Anzi vorrei
scusarmi per tutte le volte in cui ti ho preso in giro assieme alle
nostre compagne...
Valentina non credeva alle sue orecchie: la divina e irraggiungibile
Sara era venuta a casa sua a scusarsi e ora le parlava con occhi bassi
e voce sommessa, senza traccia di quella sfrontatezza e disinvoltura
che lei le aveva sempre invidiato.
- Oh in un certo senso sono io che dovrei ringraziare te... quando
ti ho visto in difficoltà per un attimo ho messo da parte i
soliti scrupoli che mi vengono quando devo intervenire o alzare la
mano... sai io non ho un carattere come il tuo... tu sei sempre sicura
di te, sei sempre perfetta!
A quelle parole Sara sbottò, come un fiume in piena troppo
a lungo trattenuto dagli argini:
- Se tu sapessi come sono stanca di essere perfetta... tutti si aspettano
sempre il meglio da me ed è così impegnativo non deluderli!
Ieri poi ho litigato di brutto con mia sorella Lidia, ha 15 anni e
mi tratta come una bambinella stupida... in realtà le dà
fastidio che i nostri genitori mi portino sempre ad esempio, lei non
è molto brava a scuola... Lidia mi odia! – e mente lo
diceva, improvvisamente, scoppiò a piangere.
Valentina le fu subito vicina, la fece sedere sulla sua poltroncina
girevole e le mise un braccio sulle spalle.
- Ma non dirlo nemmeno per scherzo... sono sicura che tua sorella
ti vuole molto bene, ma sai a volte quando si è arrabbiati
si dicono cose che non si pensano...
E così, senza accorgersene, passarono quasi 2 ore a parlare,
scoprendo che avevano molte più cose in comune di quante ne
avessero immaginate. Ad un certo punto Sara alzò gli occhi
sul computer e vide Stella Ste.
- Che bella stella, l’hai disegnata tu?
- Sì, a me piace molto disegnare al computer, ma anche scrivere,
giocare, ascoltare la musica.
- Anch’io ho il computer sai? Mi hanno appena regalato un gioco
che si chiama Alta moda: si devono preparare le modelle per delle
sfilate di moda; ci sono abiti meravigliosi tra cui scegliere, e tutti
gli accessori, borse, scarpe, gioielli...
- Deve essere favoloso!
- Senti, domani pomeriggio vuoi venire a casa mia a giocare? Così
oltre ad Alta moda ti faccio vedere anche la collezione di foto di
animali che ho sul computer e ti faccio sentire i miei MP3. Penso
che la tua mamma ti dia il permesso, io abito qui vicino, nel palazzo
di fronte.
- Oh vengo volentieri, grazie! Ma tu adesso vai a fare la pace con
Lidia!
- Ok ci proverò, sempre che non rientri da scuola rovescia
perchè le hanno consegnato una verifica...
- Allora in bocca lupo.. ti accompagno giù.
Quando rientrò in camera, Ste, che aveva assistito alla conversazione
trattenendosi dall’intervenire, sbottò:
- Accipicchia, temevo che non se ne sarebbe più andata... Ehi
Vale, ma non eri tu che dicevi che gli altri ti considerano antipatica?
- Beh forse ero solo convinta di esserlo e mi comportavo di conseguenza...
Proprio come hai sempre sostenuto tu, Ste!
- Bene signorina, ti faccio notare che sono quasi le 18 e che il magnetismo
è ancora in alto mare, che vogliamo fare?
- Studiamo! - Valentina assunse un’espressione molto seria,
ma i suoi occhi sorridevano e il suo cuore era leggero leggero, come
se si fosse tolta un peso che l’opprimeva da tanto tempo...
- Le calamite hanno due poli: il polo magnetico Nord e il polo magnetico
Sud....
Quella sera, prima di dormire, Valentina fece un cerchietto sul calendario
attorno a quella data, 25 gennaio e fu un’idea indovinata perchè
da quel giorno ci fu veramente una svolta nella sua vita.
Grazie all’influenza che Sara aveva sulla maggioranza dei compagni
di scuola, anche lei venne gradatamente accettata dal gruppo; le prime
volte si limitava ad ascoltare gli altri e ad annuire sorridendo,
poi piano piano cominciò ad azzardare qualche commento, qualche
battuta...
Scoprì che stare con gli altri non era poi così terribile...
certo bisognava mettersi in gioco, accettare di sentirsi dire a volte
cose spiacevoli, ma in genere le scaramucce si risolvevano dopo pochi
minuti con una pacca sulle spalle. E una domenica, in occasione del
carnevale, mentre assistevano alla commedia delle maschere in piazza,
si ritrovò seduta vicino nientemeno che a Fabio! In realtà
la cosa non fu del tutto casuale, ma opera di Sara, che si era accorta
del suo debole e aveva fatto spostare mezza classe per ottenere quel
risultato. E così Valentina aveva scambiato finalmente alcune
frasi di senso compiuto con il suo principe azzurro, non più
di 3 o 4 in tutto , ma per lei era già un evento straordinario!
Quando tornava a casa raccontava per filo e per segno a Ste quello
che le era successo e lei faceva commenti, le dava consigli, scherzava
con lei sui suoi successi e sulle sue debolezze.
L’unico problema era che da quando Valentina aveva iniziato
ad incontrarsi con amiche e amici, aveva meno meno tempo da passare
al computer e a volte Ste doveva trascorrere intere giornate da sola...
Ogni tanto se ne andava a passeggiare tra le varie cartelle e sottocartelle
, conosceva ormai quasi tutti i file e i programmi presenti sul computer,
ma non le riusciva di stringere rapporti di amicizia con nessuno,
a parte Synt che vedeva ogni tanto. La solitudine le pesava, ma si
guardava bene dal parlarne a Valentina, che appariva finalmente così
serena e felice.
I mesi invernali passarono in un lampo e verso metà marzo,
quando fecero capolino nei cortili le prime violette, Valentina ne
raccolse un mazzolino da tenere sul mobiletto vicino al monitor. Disse
a Ste:
- E’ un peccato che tu non possa sentirne il profumo, ma credo
ti piacciano ugualmente. Sai, il nostro giardino là fuori ne
è pieno, se tu vedessi....è un vero spettacolo!
Là fuori... Ste l’ascoltava attenta e cercava di immaginare
come poteva essere questo “mondo là fuori”, il
mondo in cui Valentina si muoveva liberamente ogni giorno, il mondo
che a lei non sarebbe mai stato concesso di vedere ed esplorare...