Capitolo 11

Nuovi orizzonti

La gioia di mamma e papà, dopo il racconto della mattinata, fu grande, non tanto per il voto in se stesso ma perchè capivano che la loro piccola Tina aveva ottenuto un’importante vittoria contro la sua timidezza, la sua insicurezza e forse questo sarebbe stato solo l’inizio...
Anche l’esultanza di Ste fu indescrivibile.
- Allora Vale... che ti avevo detto? Io l’ho capito immediatamente che tu vali molto, era ora che cominciassi a dimostrarlo anche agli altri!
- Grazie, Ste, è anche merito tuo, sei tu che mi hai sostenuto, mi hai spinto a non arrendermi...
Ma adesso devo mettermi al lavoro, domani vorrei farmi interrogare in scienze...
- Povera me, adesso chi la ferma più... e scommetto che io dovrò ascoltarti mentre la ripeti eh? Che argomento ci tocca?
- Il magnetismo.
- Oh mamma.. è una roba che si mangia?
- Ma va là ignorantona, adesso ti spiego tutto io!
Verso le 4 del pomeriggio si sentì il campanello suonare e dopo qualche secondo ecco la voce della mamma provenire dall’ingresso:
- Sì c’è, è di sopra nella sua stanza, vieni, ti accompagno... Tinaaaaa... c’è una tua compagna di scuola!
Ste e Valentina si guardarono con aria interrogativa.
- Aspettavi qualcuno?
- No, io...
In quel momento la porta della camera si aprì ed entrò la mamma seguita da..... Sara!
- Ciao Valentina
- Ciao Sara...
Beh vi lascio e torno alle mie faccende – soggiunse la mamma e nella camera per qualche interminabile secondo regnò un silenzio imbarazzante.
Fu Valentina ad interromperlo, chiedendo alla compagna:
- Vuoi sederti?
- No grazie, resto in piedi, io.... – era evidente che le parole le uscivano di bocca con grande sforzo – sono venuta a ringraziarti per stamattina. Ho capito che ti sei offerta per evitarmi una brutta figura e... io non credo che l’avrei fatto se mi fossi trovata nei tuoi panni... non sono mai stata tanto gentile con te! Anzi vorrei scusarmi per tutte le volte in cui ti ho preso in giro assieme alle nostre compagne...
Valentina non credeva alle sue orecchie: la divina e irraggiungibile Sara era venuta a casa sua a scusarsi e ora le parlava con occhi bassi e voce sommessa, senza traccia di quella sfrontatezza e disinvoltura che lei le aveva sempre invidiato.
- Oh in un certo senso sono io che dovrei ringraziare te... quando ti ho visto in difficoltà per un attimo ho messo da parte i soliti scrupoli che mi vengono quando devo intervenire o alzare la mano... sai io non ho un carattere come il tuo... tu sei sempre sicura di te, sei sempre perfetta!
A quelle parole Sara sbottò, come un fiume in piena troppo a lungo trattenuto dagli argini:
- Se tu sapessi come sono stanca di essere perfetta... tutti si aspettano sempre il meglio da me ed è così impegnativo non deluderli! Ieri poi ho litigato di brutto con mia sorella Lidia, ha 15 anni e mi tratta come una bambinella stupida... in realtà le dà fastidio che i nostri genitori mi portino sempre ad esempio, lei non è molto brava a scuola... Lidia mi odia! – e mente lo diceva, improvvisamente, scoppiò a piangere.
Valentina le fu subito vicina, la fece sedere sulla sua poltroncina girevole e le mise un braccio sulle spalle.
- Ma non dirlo nemmeno per scherzo... sono sicura che tua sorella ti vuole molto bene, ma sai a volte quando si è arrabbiati si dicono cose che non si pensano...
E così, senza accorgersene, passarono quasi 2 ore a parlare, scoprendo che avevano molte più cose in comune di quante ne avessero immaginate. Ad un certo punto Sara alzò gli occhi sul computer e vide Stella Ste.
- Che bella stella, l’hai disegnata tu?
- Sì, a me piace molto disegnare al computer, ma anche scrivere, giocare, ascoltare la musica.
- Anch’io ho il computer sai? Mi hanno appena regalato un gioco che si chiama Alta moda: si devono preparare le modelle per delle sfilate di moda; ci sono abiti meravigliosi tra cui scegliere, e tutti gli accessori, borse, scarpe, gioielli...
- Deve essere favoloso!
- Senti, domani pomeriggio vuoi venire a casa mia a giocare? Così oltre ad Alta moda ti faccio vedere anche la collezione di foto di animali che ho sul computer e ti faccio sentire i miei MP3. Penso che la tua mamma ti dia il permesso, io abito qui vicino, nel palazzo di fronte.
- Oh vengo volentieri, grazie! Ma tu adesso vai a fare la pace con Lidia!
- Ok ci proverò, sempre che non rientri da scuola rovescia perchè le hanno consegnato una verifica...
- Allora in bocca lupo.. ti accompagno giù.
Quando rientrò in camera, Ste, che aveva assistito alla conversazione trattenendosi dall’intervenire, sbottò:
- Accipicchia, temevo che non se ne sarebbe più andata... Ehi Vale, ma non eri tu che dicevi che gli altri ti considerano antipatica?
- Beh forse ero solo convinta di esserlo e mi comportavo di conseguenza... Proprio come hai sempre sostenuto tu, Ste!
- Bene signorina, ti faccio notare che sono quasi le 18 e che il magnetismo è ancora in alto mare, che vogliamo fare?
- Studiamo! - Valentina assunse un’espressione molto seria, ma i suoi occhi sorridevano e il suo cuore era leggero leggero, come se si fosse tolta un peso che l’opprimeva da tanto tempo...
- Le calamite hanno due poli: il polo magnetico Nord e il polo magnetico Sud....
Quella sera, prima di dormire, Valentina fece un cerchietto sul calendario attorno a quella data, 25 gennaio e fu un’idea indovinata perchè da quel giorno ci fu veramente una svolta nella sua vita.
Grazie all’influenza che Sara aveva sulla maggioranza dei compagni di scuola, anche lei venne gradatamente accettata dal gruppo; le prime volte si limitava ad ascoltare gli altri e ad annuire sorridendo, poi piano piano cominciò ad azzardare qualche commento, qualche battuta...
Scoprì che stare con gli altri non era poi così terribile... certo bisognava mettersi in gioco, accettare di sentirsi dire a volte cose spiacevoli, ma in genere le scaramucce si risolvevano dopo pochi minuti con una pacca sulle spalle. E una domenica, in occasione del carnevale, mentre assistevano alla commedia delle maschere in piazza, si ritrovò seduta vicino nientemeno che a Fabio! In realtà la cosa non fu del tutto casuale, ma opera di Sara, che si era accorta del suo debole e aveva fatto spostare mezza classe per ottenere quel risultato. E così Valentina aveva scambiato finalmente alcune frasi di senso compiuto con il suo principe azzurro, non più di 3 o 4 in tutto , ma per lei era già un evento straordinario!
Quando tornava a casa raccontava per filo e per segno a Ste quello che le era successo e lei faceva commenti, le dava consigli, scherzava con lei sui suoi successi e sulle sue debolezze.
L’unico problema era che da quando Valentina aveva iniziato ad incontrarsi con amiche e amici, aveva meno meno tempo da passare al computer e a volte Ste doveva trascorrere intere giornate da sola...
Ogni tanto se ne andava a passeggiare tra le varie cartelle e sottocartelle , conosceva ormai quasi tutti i file e i programmi presenti sul computer, ma non le riusciva di stringere rapporti di amicizia con nessuno, a parte Synt che vedeva ogni tanto. La solitudine le pesava, ma si guardava bene dal parlarne a Valentina, che appariva finalmente così serena e felice.
I mesi invernali passarono in un lampo e verso metà marzo, quando fecero capolino nei cortili le prime violette, Valentina ne raccolse un mazzolino da tenere sul mobiletto vicino al monitor. Disse a Ste:
- E’ un peccato che tu non possa sentirne il profumo, ma credo ti piacciano ugualmente. Sai, il nostro giardino là fuori ne è pieno, se tu vedessi....è un vero spettacolo!
Là fuori... Ste l’ascoltava attenta e cercava di immaginare come poteva essere questo “mondo là fuori”, il mondo in cui Valentina si muoveva liberamente ogni giorno, il mondo che a lei non sarebbe mai stato concesso di vedere ed esplorare...


Indice capitoli     

 Qualche spunto didattico 

 

amiciIndividuiamo nel testo una frase significativa: Scoprì che stare con gli altri non era poi così terribile... certo bisognava mettersi in gioco, accettare di sentirsi dire a volte cose spiacevoli..." e facciamone l'oggetto di una discussione.

Quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi dello stare con gli altri? Dopo essersi confrontati verbalmente si può proporre un testo scritto in cui ciascuno racconti le proprie esperienze positive o negative nelle interazioni con i compagni.
Da lì si può passare anche alla descrizione di che cosa ci piace e cosa invece vorremmo cambiare nel carattere e nel comportamento di uno/a dei nostri amici/amiche.

Valentina ha cerchiato la data del 25 gennaio sul calendario. Chiediamo agli alunni di portare a scuola un calendario e di cerchiare nei vari mesi le date che ritengono importanti. Poi facciamo un confronto insieme: mese di gennaio, chi ha cerchiato cosa? E così via...Facciamo spiegare le motivazioni. Può trattarsi di compleanni o festività particolari ma anche semplicemente di un giorno che ci ricorda un episodio emozionante....

Facciamo un riepilogo dei giorni cerchiati, dal punto di vista "statistico" . Qual è il giorno più "gettonato" dalla nostra classe? Qual è il mese in cui sono stati cerchiati più giorni? Niente ci vieta di dare un taglio più matematico alla questione e rappresentare le frequenze ottenute con varie tipologie di grafici.

 


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