La sera del primo
aprile, Ste fu particolarmente felice di udire il suono di avvio del
sistema: Valentina le aveva promesso che avrebbero passato insieme
la serata. Avevano architettato un piano diabolico: aprire i file
PuntoDoc che più degli altri avevano la puzzetta sotto il naso
e inserire a caso tra le righe del documento delle gif che riproducevano
grossi pesci, che Vale aveva trovato su internet e salvato nella cartella
Disegni. Poi, una volta chiusi e salvati i file , lei sarebbe sgattaiolata
nella cartella Documenti a spiare i loro commenti scandalizzati e
li avrebbe riferiti all’amica.
Il faccino di Valentina che le si presentò davanti al monitor
però, non lasciava presagire nulla di buono.
- Vale, che cosa è successo, hai una faccia…
- Ecco Ste… mi ha appena telefonato Sara.
- E allora?
- Stasera lei e i suoi genitori vanno al cinema, c’è
l’ultimo film di Harry Potter e... hanno invitato anche me.
- Ohhh.. è stupendo, le hai risposto di sì spero.
- Beh sai mi sembrava scortese rifiutare, ha insistito tanto!
- E allora qual è il problema? Lo stavi aspettando quel film,
no?
- E’ solo che… mi spiace perché ti avevo promesso
che avremmo passato la sera insieme.
- Solo per questo? Ma va là… che cos’è quel
faccino triste… ci saranno altre sere. Segui bene il film, così
poi me lo racconti eh? A che ora ti vengono a prendere?
- Tra mezz’oretta.
- Allora due chiacchiere ci possono stare, no?
- Certo!
- Senti, Vale, posso farti una domanda? Ricordi ancora quella poesia
bellissima che hai recitato la sera in cui ci siamo conosciute?
- Certo che la ricordo: era Dieci Agosto di Giovanni Pascoli. E’
un grande poeta che ha scritto poesie meravigliose. E pensare che
tu mi avevi chiesto se l’avevo scritta io!
- Oh ma sono bellissime anche le tue di poesie! Senti, me la faresti
riascoltare? Almeno la prima parte.
Valentina non se lo fece ripetere due volte: lei amava recitare poesie.
- E’ davvero bella! Mi puoi togliere una curiosità? Nella
poesia si parla di stelle… sono stelle come me, disegnate al
computer?
- Noooooo! All’epoca in cui viveva l’autore i computer
non esistevano! Pascoli parla di stelle vere, quelle che si trovano
nel cielo.
- Ste la guardò con espressione interrogativa.
Allora Valentina ebbe un’idea: trascinò un poco il mobiletto
portacomputer che era dotato di rotelle e rivolse il monitor verso
la finestra aperta.
- Ecco, vedi quei punti luminosi lassù nel cielo… quelle
sono stelle, stelle vere! Sono lontanissime da noi, ma la loro luce
è talmente grande che riusciamo a vederle ugualmente. Non c’è
niente di più bello, di più magico di una notte stellata.
Stella Ste era rimasta senza parole…. completamente conquistata
da quello spettacolo.
- Ohhhh Vale, sono meravigliose..... Tolgono il fiato! Vorrei potermici
avvicinare per ammirarle meglio!
Valentina proseguì:
- Sai che cosa si dice? Che se uno vede una stella cadente può
esprimere un desiderio e questo si avvera! E il 10 agosto, la notte
di San Lorenzo, è il momento dell’anno in cui più
facilmente si possono vedere stelle cadenti. E’ una notte magica!
Ste, mi dispiace, ma ora devo prepararmi, non voglio far aspettare
Sara e i suoi genitori.
- Hai ragione! Senti, me lo puoi fare un piacere? Puoi lasciare il
computer acceso e la finestra aperta in modo che io possa guardare
le stelle ancora un po’?
- Ma certo! Spegnerò il computer al mio ritorno, prima di andare
a letto, così ci daremo la buonanotte!
E così, dopo la partenza di Valentina, Ste rimase per ore con
gli occhi incollati a quello squarcio di cielo, che si intravedeva
dalla finestra della camera.
Stelle… stelle vere, in un cielo vero, un’immensità
buia e affascinante che non aveva niente a che vedere con quella striscia
di colore blu compatto che faceva da sfondo al suo disegno.
Che cosa avrebbe dato per poter salire lassù anche per pochi
minuti… per la prima volta nella sua vita, non solo il computer,
ma anche la stanza di Valentina, che era ormai per lei un ambiente
amico e familiare, le sembrarono luoghi angusti e limitati, una prigione
dalla quale avrebbe voluto uscire.
Rivolse lo sguardo alla stella più grande e luminosa, quasi
nella speranza di poter comunicare con lei, le sembrò che il
suo alone luccicante si allargasse sempre più, fino a rischiarare
tutto il cielo…poi di colpo si trovò immersa nell’oscurità….
Sentì una voce: - Stella Ste! Vieni a giocare con noi?
Erano le stelle a chiamarla… quelle splendide, sfavillanti stelle
si stavano rivolgendo proprio a lei!
- Vieni Ste, ci arrampicheremo sulla luna e poi ci tufferemo nella
notte come da un trampolino!
Le stelle la chiamavano ridendo e rideva anche lei, mentre provava
la sensazione di diventare leggera leggera e si sentiva salire, sempre
più in alto…
Quando Valentina tornò era quasi mezzanotte. Entrò in
camera in punta di piedi e si avvicinò al computer.
- Ciao Ste, il film è stato bellissimo! Domani ti racconto.
Ste…..
Guardò sul monitor e vide che la stellina aveva gli occhi chiusi
e un’espressione beata.
- Oh Ste stai dormendo…, prima d’ora non ti eri mai addormentata
con il computer acceso!
In silenzio chiuse il programma di disegno e poi cliccò su
Start – Spegni computer; mentre il sistema si stava arrestando,
mandò verso il monitor ormai buio un bacio sulla punta delle
dita.