Capitolo 14

Un regalo

Quel pomeriggio Valentina si era incontrata, come spesso accadeva, con alcuni compagni di scuola: Sara, Alessia, Cristina, Fabio, Diego, Riccardo.
Tra le altre cose si era parlato di computer e di videogiochi e Diego aveva dichiarato orgoglioso: - Oh io faccio senza comprarli, mio fratello Franci me li procura gratis! Mi ha appena dato un bellissimo gioco ambientato nello spazio; c’è un’astronave che viaggia tra le galassie e tu la devi guidare. Poi arrivano delle metoeriti da evitare, c’è un attacco di alieni da combattere...
La fantasia di Valentina si accese immediatamente.
- Oh deve essere bellissimo! – e soggiunse tra sé e sé: – E poi chissà come piacerebbe a Ste!
Diego non perse l’occasione per farsi bello di fronte alla compagna, con noncuranza tirò fuori da una tasca dei jeans un microscopico pen drive e buttò là quasi per caso:
- Toh guarda... ho qua con me la chiavetta dove c’è quel gioco e anche tanti altri. Se vuoi te la presto, così ti installi i giochi e poi me la restituisci domani.
Valentina sgranò gli occhi
- Davvero? Ma come sei gentile! – Prese la chiavetta e la depose con cura nel taschino della giacca – Non so come ringraziarti. E’ uno splendido regalo!
- Fossi in te non mi fiderei troppo – intervenne Fabio, un po’ infastidito – Suo fratello frequenta cattive compagnie in rete...
- Cosa vorresti dire, sentiamo? – disse Diego alzando la voce e dandogli una spinta.
- Ragazzi, calma! – intervenne prontamente Sara - Era solo uno scherzo, vero Fabio? Non sarà che sei un pochino geloso?
Tutti sghignazzarono e la cosa finì lì.
Valentina salutò gli amici in modo distratto, in realtà già stava rimuginando tra sé e sè che quel gioco sarebbe servito a mitigare la tristezza di Ste per l’imminente distacco, infatti mancavano solo 2 giorni alla sua partenza per il mare.
Quando arrivò a casa accese subito il computer e annunciò allegramente:
- Ho una sorpresa... ma una sorpresa!
Stella Ste, che era stata colta dal suono di avvio del sistema nel bel mezzo di un pisolino, sbattè più volte le ciglia sugli occhi assonnati ma, sentite le sue parole, fu subito presa dalla curiosità:
- Ohhh di che cosa si tratta?
- Il mio amico Diego mi ha dato un videogioco divertentissimo, ci sono stelle, astronavi e alieni, adesso lo proviamo insieme!
Inserì la chiavetta nella porta USB del computer e poco dopo si aprì la finestrella che permetteva di esplorarne il contenuto.
- Mamma mia quante cartelle... chissà dov’è il gioco, sono proprio stupida, non mi sono fatta dire il nome esatto!
- Facciamo così: mentre tu lo cerchi, io faccio un salto nella cartella Programmi, dal mio amico Synt, gli avevo promesso di dargli l’indirizzo di Hubble perchè anche lui vuole vedere le fotografie meravigliose che gli ho descritto, ma finora mi sono sempre dimenticata.
- Va bene, chiudo il file e ti riapro dopo, quando ho trovato il gioco.
Valentina cominciò a scorrere le cartelle del disco rimovibile: alcune di esse avevano nomi veramente strani... Exploit, BamBam, DidiDanger, Space-killers....
Cercò di attingere al proprio bagaglio di conoscenze in fatto di inglese e di informatica, ripescando nella memoria gli insegnamenti delle maestre Greta e Ada e i consigli di papà sull’uso del computer.
- Space mi pare che voglia dire dire spazio, forse è proprio questa la cartella giusta... i file che finiscono con le letterine exe mi ha detto papà che sono dei programmi.. adesso provo a farne partire uno con un doppio clic...
Si aspettava l’apertura di qualche finestra piena di immagini colorate, l’avvio di una musica, di qualche suono roboante...
Nulla di tutto questo... Nel silenzio più assoluto l’intero schermo si colorò di nero e cominciarono a comparire righe e righe di caratteri strani, accostati tra loro in modo causale, senza formare alcuna parola di senso compiuto.
Valentina cominciò a cliccare forsennatamente con il mouse su tutti i punti dello schermo, a pigiare i tasti della tastiera nel tentativo di fermare quel disastro, ma ogni sforzo era inutile... le lettere comparivano velocissime, scorrevano sullo schermo man mano che si aggiungevano altre righe e scomparivano in alto quando la schermata era ormai zeppa di caratteri, con un processo continuo e inarrestabile...
- Oh cielo... che cosa sta succedendo? Che cosa ho fatto?
Aggrappandosi ad un filo di speranza, spense forzatamente il computer con il tasto di accensione, tolse la chiavetta e la buttò sul tavolo come se scottasse, poi provò a riavviare il sistema con il cuore in gola e le dita incrociate.
Non dovette attendere a lungo: al posto della consueta schermata di avvio con l’icona del Sistema Operativo, la accolse una schermata nera con una scritta:
System Disk not found
Valentina sentì il sangue farsi nero d’angoscia. Provò incoerentemente a chiamare
- Steeeeee, Steeeee dove sei? Cos’ è successo lì dentro?
Nessuna risposta. Era rimasta sola.



Indice capitoli     

 Qualche spunto didattico 

 

pipistrelloChe cosa sarà successo al computer di Valentina? Poniamo al domanda e vediamo quali ipotesi scaturiscono dalla conversazione. Lasciamo che i ragazzi raccontino se sono capitate anche loro esperienze simili. In alternativa possiamo far stendere le loro ipotesi per iscritto e poi leggerle insieme. Alla prossima puntata si vedrà chi ha ragione!

 


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