Quel pomeriggio
Valentina si era incontrata, come spesso accadeva, con alcuni compagni
di scuola: Sara, Alessia, Cristina, Fabio, Diego, Riccardo.
Tra le altre cose si era parlato di computer e di videogiochi e Diego
aveva dichiarato orgoglioso: - Oh io faccio senza comprarli, mio fratello
Franci me li procura gratis! Mi ha appena dato un bellissimo gioco
ambientato nello spazio; c’è un’astronave che viaggia
tra le galassie e tu la devi guidare. Poi arrivano delle metoeriti
da evitare, c’è un attacco di alieni da combattere...
La fantasia di Valentina si accese immediatamente.
- Oh deve essere bellissimo! – e soggiunse tra sé e sé:
– E poi chissà come piacerebbe a Ste!
Diego non perse l’occasione per farsi bello di fronte alla compagna,
con noncuranza tirò fuori da una tasca dei jeans un microscopico
pen drive e buttò là quasi per caso:
- Toh guarda... ho qua con me la chiavetta dove c’è quel
gioco e anche tanti altri. Se vuoi te la presto, così ti installi
i giochi e poi me la restituisci domani.
Valentina sgranò gli occhi
- Davvero? Ma come sei gentile! – Prese la chiavetta e la depose
con cura nel taschino della giacca – Non so come ringraziarti.
E’ uno splendido regalo!
- Fossi in te non mi fiderei troppo – intervenne Fabio, un po’
infastidito – Suo fratello frequenta cattive compagnie in rete...
- Cosa vorresti dire, sentiamo? – disse Diego alzando la voce
e dandogli una spinta.
- Ragazzi, calma! – intervenne prontamente Sara - Era solo uno
scherzo, vero Fabio? Non sarà che sei un pochino geloso?
Tutti sghignazzarono e la cosa finì lì.
Valentina salutò gli amici in modo distratto, in realtà
già stava rimuginando tra sé e sè che quel gioco
sarebbe servito a mitigare la tristezza di Ste per l’imminente
distacco, infatti mancavano solo 2 giorni alla sua partenza per il
mare.
Quando arrivò a casa accese subito il computer e annunciò
allegramente:
- Ho una sorpresa... ma una sorpresa!
Stella Ste, che era stata colta dal suono di avvio del sistema nel
bel mezzo di un pisolino, sbattè più volte le ciglia
sugli occhi assonnati ma, sentite le sue parole, fu subito presa dalla
curiosità:
- Ohhh di che cosa si tratta?
- Il mio amico Diego mi ha dato un videogioco divertentissimo, ci
sono stelle, astronavi e alieni, adesso lo proviamo insieme!
Inserì la chiavetta nella porta USB del computer e poco dopo
si aprì la finestrella che permetteva di esplorarne il contenuto.
- Mamma mia quante cartelle... chissà dov’è il
gioco, sono proprio stupida, non mi sono fatta dire il nome esatto!
- Facciamo così: mentre tu lo cerchi, io faccio un salto nella
cartella Programmi, dal mio amico Synt, gli avevo promesso di dargli
l’indirizzo di Hubble perchè anche lui vuole vedere le
fotografie meravigliose che gli ho descritto, ma finora mi sono sempre
dimenticata.
- Va bene, chiudo il file e ti riapro dopo, quando ho trovato il gioco.
Valentina cominciò a scorrere le cartelle del disco rimovibile:
alcune di esse avevano nomi veramente strani... Exploit, BamBam, DidiDanger,
Space-killers....
Cercò di attingere al proprio bagaglio di conoscenze in fatto
di inglese e di informatica, ripescando nella memoria gli insegnamenti
delle maestre Greta e Ada e i consigli di papà sull’uso
del computer.
- Space mi pare che voglia dire dire spazio, forse è proprio
questa la cartella giusta... i file che finiscono con le letterine
exe mi ha detto papà che sono dei programmi.. adesso provo
a farne partire uno con un doppio clic...
Si aspettava l’apertura di qualche finestra piena di immagini
colorate, l’avvio di una musica, di qualche suono roboante...
Nulla di tutto questo... Nel silenzio più assoluto l’intero
schermo si colorò di nero e cominciarono a comparire righe
e righe di caratteri strani, accostati tra loro in modo causale, senza
formare alcuna parola di senso compiuto.
Valentina cominciò a cliccare forsennatamente con il mouse
su tutti i punti dello schermo, a pigiare i tasti della tastiera nel
tentativo di fermare quel disastro, ma ogni sforzo era inutile...
le lettere comparivano velocissime, scorrevano sullo schermo man mano
che si aggiungevano altre righe e scomparivano in alto quando la schermata
era ormai zeppa di caratteri, con un processo continuo e inarrestabile...
- Oh cielo... che cosa sta succedendo? Che cosa ho fatto?
Aggrappandosi ad un filo di speranza, spense forzatamente il computer
con il tasto di accensione, tolse la chiavetta e la buttò sul
tavolo come se scottasse, poi provò a riavviare il sistema
con il cuore in gola e le dita incrociate.
Non dovette attendere a lungo: al posto della consueta schermata di
avvio con l’icona del Sistema Operativo, la accolse una schermata
nera con una scritta:
System Disk not found
Valentina sentì il sangue farsi nero d’angoscia. Provò
incoerentemente a chiamare
- Steeeeee, Steeeee dove sei? Cos’ è successo lì
dentro?
Nessuna risposta. Era rimasta sola.