Capitolo 17

Un filo di speranza

Valentina continuava a piangere sommessamente.
- E’ colpa mia, sono stata io.... Fabio me l’aveva detto di non fidarmi, sono una stupida! Tutti i dati cancellati... Ma Ste non era un dato... Ste era diversa da tutti gli altri file, lei era viva proprio come me....
- Steeeeeee dove sei? Dimmi cosa posso fare per aiutarti.... Dimmi che ci sei ancora!
Ma gli altoparlanti erano muti, lo schermo era nero con quella maledetta scritta bianca ed il cursore che lampeggiava inutilmente.
Valentina provò a digitare Ste.bmp e a dare invio. COMANDO NON VALIDO.
- Oh Ste, ti ho persa per sempre e non ho nemmeno potuto salutarti! – e si rimise a piangere.
Dopo poco il papà rientrò nella stanza.
- Ho parlato con Sandro, domani viene a prendere il tuo computer e mentre siamo al mare prova a sistemare le cose.
- I miei disegni, papà, digli di recuperare i miei disegni... tutto il resto non importa.
- Glielo dirò Tina, ma adesso vieni a cena, la mamma ha detto che è già in tavola.
Valentina scese in cucina silenziosa e triste, si sforzò di mangiare qualcosa anche se sentiva lo stomaco chiuso. La mamma non disse nulla, il papà le aveva già spiegato che cos’era successo. Prima di andare a letto però le si avvicinò per abbracciarla e le sussurrò:
- Tina, non preoccuparti per il tuo computer, lo sai che Sandro è un mago dell’informatica, due mesi fa ha recuperato le cartelle di posta di papà che sembravano perse definitivamente, ti ricordi quella volta che era disperato perchè diceva che gli servivano per il lavoro?
Valentina la strinse forte e quel groppo in gola che l’aveva accompagnata per tutta la cena finalmente si sciolse.
- Andrà tutto bene, lo so – disse, rivolgendosi più che altro a se stessa.
E aggrappandosi con tutte le forze a quel filo di speranza, si addormentò.
L’indomani nel pomeriggio venne Sandro, l’amico di papà, a prendere l’unità centrale. Diede a Valentina una pacca sulle spalle:
- Non ti preoccupare signorina, il papà mi ha spiegato tutto, cercherò di far resuscitare i tuoi file!
Lei non rispose, ma continuò a fissare quella scatola di metallo pensando:
- Ste non è morta, è lì dentro lo so, è lì da qualche parte, aspetta solo di poter tornare da me... uno stupido virus informatico non può ucciderla, lei è diversa dagli altri file!
Poi seguendo un impulso incontrollabile azzardò:
- Sandro.....volevo dirti che c’è un file....
- Sì?
Stava per dirgli che c’era un solo file che le interessava, che le bastava che recuperasse quello, tutto il resto poteva anche trascurarlo... Poi si rese conto che la cosa sarebbe sembrata troppo strana.
- Ecco, volevo dire.... i file dei miei disegni... sono quelli a cui tengo di più. Sono file bmp, se tu potessi recuperarli, io te ne sarei molto grata!
- Farò il possibile Tina – Sandro la conosceva da quando era piccola e la chiamava come i suoi genitori con quel diminutivo – Tu parti per il mare tranquilla, poi ci sentiamo al vostro ritorno, ok?
- Ok, Sandro, grazie!
La sera, dopo aver aiutato la mamma a chiudere le valigie, Valentina andò nella sua stanza e spense subito la luce... non sopportava di vedere quel monitor spento con i fili scollegati, quel posto vuoto sul mobiletto.. L’aveva immaginata così diversa la sera prima della sua partenza: il poter condividere con Ste l’eccitazione per il viaggio, lo scambio di raccomandazioni e di battute, la tristezza del saluto temperata dalla certezza che tra una decina di giorni si sarebbero riviste e le avrebbe potuto fare una cronaca dettagliata delle sue vacanze e forse Ste le avrebbe raccontato delle ultime scaramucce dei file audio o delle sparate dei PuntoDoc...
E invece non sapeva nemmeno se si sarebbero mai riviste....
Ripensò alla mattinata, al momento in cui si era incontrata con i suoi amici per i saluti. Quando Diego aveva sentito cos’era successo era diventato rosso come un pomodoro e dopo aver balbettato: - Mi dispiace... io non lo sapevo... non immaginavo... – si chiuse in un ostinato mutismo.
Valentina si sentì quasi in colpa per averglielo detto.
Durante il suo racconto, lo sguardo di Fabio ebbe un guizzo improvviso, ma il ragazzo ebbe l’eleganza di stare zitto e riuscì a soffocare in tempo il “Te l’avevo detto” che gli era salito spontaneo alle labbra.
Tutti avevano cercato di rincuorarla, dicendole che al suo ritorno avrebbe ritrovato il suo computer perfettamente funzionante; Valentina aveva sorriso ma in cuor suo pensava:
- Voi non sapete.... non sapete quanto poco mi importi del computer... io rischio di perdere la mia più grande amica!
Adesso che era sola, nella stanza buia il vuoto che sentiva si faceva ancora più pesante, il silenzio, ancora più insopportabile. Si avvicinò alla finestra aperta, rivolse lo sguardo verso le stelle, lontane e irraggiungibili e le parve di risentire le parole di Ste, quando lei gliele aveva mostrate la prima volta.
- Ohhhh Vale... sono meravigliose..... Tolgono il fiato!
Allora si concentrò su di esse, su quei punti luminosi immersi nell’affascinante oscurità della notte, e senza sapere il perchè, rivolse loro una muta invocazione:
- Aiutate Ste!


Indice capitoli     

 Qualche spunto didattico 

 

speranzaLa speranza, quel sentimento che ci dà la forza di andare avanti quando ci troviamo in un momento difficile è un argomento che senza dubbio stimolerà l'interesse degli alunni. Possiamo invitarli a raccontare un episodio in cui "ogni speranza sembrava perduta e invece...". Possiamo anche provare insieme a scrivere un elenco di situazioni in cui, tra le varie emozioni è la speranza a predominare: quando gioca la squadra preferita, quando aspettiamo la consegnadi una verifica ecc.

Sempre parlando di speranza, possiamo impostare un lavoro sulle metafore. La speranza è speranzacome... un raggio di luce che penetra tra i rami fitti di un bosco... è come un fiore che spunta su un terreno arido e brullo... Lasciamo spazio alla fantasia!
Naturalmente la ricerca di metafore per esprimere un sentimento può proseguire e spostarsi su altri piani: la gioia è..., la tristezza è....

 


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