Valentina continuava
a piangere sommessamente.
- E’ colpa mia, sono stata io.... Fabio me l’aveva detto
di non fidarmi, sono una stupida! Tutti i dati cancellati... Ma Ste
non era un dato... Ste era diversa da tutti gli altri file, lei era
viva proprio come me....
- Steeeeeee dove sei? Dimmi cosa posso fare per aiutarti.... Dimmi
che ci sei ancora!
Ma gli altoparlanti erano muti, lo schermo era nero con quella maledetta
scritta bianca ed il cursore che lampeggiava inutilmente.
Valentina provò a digitare Ste.bmp e a dare invio. COMANDO
NON VALIDO.
- Oh Ste, ti ho persa per sempre e non ho nemmeno potuto salutarti!
– e si rimise a piangere.
Dopo poco il papà rientrò nella stanza.
- Ho parlato con Sandro, domani viene a prendere il tuo computer e
mentre siamo al mare prova a sistemare le cose.
- I miei disegni, papà, digli di recuperare i miei disegni...
tutto il resto non importa.
- Glielo dirò Tina, ma adesso vieni a cena, la mamma ha detto
che è già in tavola.
Valentina scese in cucina silenziosa e triste, si sforzò di
mangiare qualcosa anche se sentiva lo stomaco chiuso. La mamma non
disse nulla, il papà le aveva già spiegato che cos’era
successo. Prima di andare a letto però le si avvicinò
per abbracciarla e le sussurrò:
- Tina, non preoccuparti per il tuo computer, lo sai che Sandro è
un mago dell’informatica, due mesi fa ha recuperato le cartelle
di posta di papà che sembravano perse definitivamente, ti ricordi
quella volta che era disperato perchè diceva che gli servivano
per il lavoro?
Valentina la strinse forte e quel groppo in gola che l’aveva
accompagnata per tutta la cena finalmente si sciolse.
- Andrà tutto bene, lo so – disse, rivolgendosi più
che altro a se stessa.
E aggrappandosi con tutte le forze a quel filo di speranza, si addormentò.
L’indomani
nel pomeriggio venne Sandro, l’amico di papà, a prendere
l’unità centrale. Diede a Valentina una pacca sulle spalle:
- Non ti preoccupare signorina, il papà mi ha spiegato tutto,
cercherò di far resuscitare i tuoi file!
Lei non rispose, ma continuò a fissare quella scatola di metallo
pensando:
- Ste non è morta, è lì dentro lo so, è
lì da qualche parte, aspetta solo di poter tornare da me...
uno stupido virus informatico non può ucciderla, lei è
diversa dagli altri file!
Poi seguendo un impulso incontrollabile azzardò:
- Sandro.....volevo dirti che c’è un file....
- Sì?
Stava per dirgli che c’era un solo file che le interessava,
che le bastava che recuperasse quello, tutto il resto poteva anche
trascurarlo... Poi si rese conto che la cosa sarebbe sembrata troppo
strana.
- Ecco, volevo dire.... i file dei miei disegni... sono quelli a cui
tengo di più. Sono file bmp, se tu potessi recuperarli, io
te ne sarei molto grata!
- Farò il possibile Tina – Sandro la conosceva da quando
era piccola e la chiamava come i suoi genitori con quel diminutivo
– Tu parti per il mare tranquilla, poi ci sentiamo al vostro
ritorno, ok?
- Ok, Sandro, grazie!
La sera, dopo aver aiutato la mamma a chiudere le valigie, Valentina
andò nella sua stanza e spense subito la luce... non sopportava
di vedere quel monitor spento con i fili scollegati, quel posto vuoto
sul mobiletto.. L’aveva immaginata così diversa la sera
prima della sua partenza: il poter condividere con Ste l’eccitazione
per il viaggio, lo scambio di raccomandazioni e di battute, la tristezza
del saluto temperata dalla certezza che tra una decina di giorni si
sarebbero riviste e le avrebbe potuto fare una cronaca dettagliata
delle sue vacanze e forse Ste le avrebbe raccontato delle ultime scaramucce
dei file audio o delle sparate dei PuntoDoc...
E invece non sapeva nemmeno se si sarebbero mai riviste....
Ripensò alla mattinata, al momento in cui si era incontrata
con i suoi amici per i saluti. Quando Diego aveva sentito cos’era
successo era diventato rosso come un pomodoro e dopo aver balbettato:
- Mi dispiace... io non lo sapevo... non immaginavo... – si
chiuse in un ostinato mutismo.
Valentina si sentì quasi in colpa per averglielo detto.
Durante il suo racconto, lo sguardo di Fabio ebbe un guizzo improvviso,
ma il ragazzo ebbe l’eleganza di stare zitto e riuscì
a soffocare in tempo il “Te l’avevo detto” che gli
era salito spontaneo alle labbra.
Tutti avevano cercato di rincuorarla, dicendole che al suo ritorno
avrebbe ritrovato il suo computer perfettamente funzionante; Valentina
aveva sorriso ma in cuor suo pensava:
- Voi non sapete.... non sapete quanto poco mi importi del computer...
io rischio di perdere la mia più grande amica!
Adesso che era sola, nella stanza buia il vuoto che sentiva si faceva
ancora più pesante, il silenzio, ancora più insopportabile.
Si avvicinò alla finestra aperta, rivolse lo sguardo verso
le stelle, lontane e irraggiungibili e le parve di risentire le parole
di Ste, quando lei gliele aveva mostrate la prima volta.
- Ohhhh Vale... sono meravigliose..... Tolgono il fiato!
Allora si concentrò su di esse, su quei punti luminosi immersi
nell’affascinante oscurità della notte, e senza sapere
il perchè, rivolse loro una muta invocazione:
- Aiutate Ste!