I primi giorni
di vacanza furono per Valentina privi di colore. Il mare era stupendo,
l’albergo aveva un parco bellissimo con panchine, scivoli e
altalene, ben presto fece conoscenza con altre ragazzine più
o meno della sua età che soggiornavano nello stesso albergo.
Era tutto perfetto, ma ogni cosa la lasciava quasi indifferente, lei
mangiava, chiacchierava, rideva, nuotava come se tutto accadesse ad
un'altra e non a lei. Fino alla sera del quarto giorno quando papà
ricevette una telefonata. La prima parola che gli sentì pronunciare
la colpì come una stilettata, dopodichè non si perse
nemmeno una virgola della conversazione.
- Oh Sandro! Ciao - Davvero? Ma come hai fatto? - Oh certo che glielo
dirò. È qui vicino a me - Ne sarà felicissima
- Sì certo - Beh non so come ringraziarti, poi ci devi mandare
il conto, mi raccomando eh? - Va bene, noi torniamo il 3 agosto, passiamo
noi a prenderlo - Saluta Lidia e il piccolo Roby, ciao!
Già le parole che avava udito pronunciare avevano acceso negli
occhi di Valentina una luce di speranza e il resoconto di papà
le diede una conferma .
- Tranquilla Tina, è tutto a posto. Sandro ha formattato il
disco fisso del tuo pc, ma prima di farlo ha recuperato tutti i file
che vi avevi salvato.
- Proprio tutti, tutti? Anche i miei disegni?
- Insomma non sono stato a chiedergli quali file, ma se mi ha detto
tutti...
E così per Valentina il mondo riacquistò gradatamente
sapore e colore e il resto della vacanza fu davvero piacevole e divertente.
Ma niente potè impedirle di iniziare, nella sua immaginazione,
una specie di conto alla rovescia, che la separava dal momento della
verità: quello in cui avrebbe riacceso il computer e ritrovato,
almeno lo sperava, la sua amica Ste.
Durante il viaggio di ritorno implorò i genitori di fermarsi
subito da Sandro a prendere il computer, prima ancora di arrivare
a casa.
La mamma provò ad opporre qualche resistenza:
- Ma che fretta c’è? Abbiamo ancora tutte le valigie
da scaricare, non si sa neanche dove metterlo...
- Oh ti prego, mamma, lo tengo io sulle ginocchia, ci fermiamo solo
due minuti...
E naturalmente la mamma si lasciò commuovere.
Dopo qualche ora eccola lì nella sua camera, con la valigia
ancora chiusa, le guance arrossate per il caldo e l’emozione,
i fili del computer perfettamente collegati e il dito che tremava
vicino al pulsante di accensione.
Coraggio, Vale- si disse – è tanto che aspetti questo
momento!
Il Sistema si avviò regolarmente, Esplora risorse si aprì
come se nulla fosse successo rivelando la serie di cartelle che lei
ben conosceva. La cartella Disegni era lì tra le altre, apparentemente
intatta e con un clic sciorinò una novantina di file in rigoroso
ordine alfabetico.
Scimmia.bmp, Sibilla.bmp, sortilegio.bmp, strega.bmp, Sulima.bmp...
Oh no... no! Non può essere vero... Li scorse tutti dalla a
alla zeta.
Non c’è.....No, no... fa che non sia vero, che non sia
stato tutto inutile!
Poi di colpo le venne un’illuminazione: quando era successe
il fattaccio Ste non si trovava nella cartella Disegni, era andata
in giro per il computer come faceva spesso e forse...
Mentre attivò la funzione Cerca, Valentina sentì rinascere
un briciolo di speranza.