Dopo pranzo, appena
entrata in camera e chiusa la porta, Valentina tirò un gran
sospiro di sollievo. Le sembrò che le pareti, i poster colorati,
le bambole sugli scaffali, i pupazzi del cesto di vimini si illuminassero
al suo arrivo e la accogliessero come una vecchia amica.
Lì si sentiva al sicuro: non potevano raggiungerla le battute
velenose di Sara, gli sguardi di compatimento o di indifferenza dei
compagni e gli spiacevoli ricordi della mattinata si andavano affievolendo
come se appartenessero ad un altro mondo.
Lì poteva finalmente dedicarsi a quello che da un po’
di tempo era diventato il suo unico grande amico: il computer.
Glielo avevano regalato i suoi genitori lo scorso anno per la prima
comunione; le prime volte aveva toccato il mouse e la tastiera con
circospezione e diffidenza, come se stessero per morderla. Poi , piano
piano, aveva superato le paure iniziali e le si era spalancato davanti
un mondo di meravigliose opportunità: poteva scrivere e tenere
in memoria le piccole grandi storie che le affollavano la mente, ricche
di ambienti e personaggi incantati, poteva disegnare i personaggi
così come li immaginava e poi inserirli nelle storie, poteva
abbandonare momentaneamente la realtà e vivere avventure straordinarie
grazie alla sua collezione di videogiochi.
L’ultimo, regalatole dai nonni per il suo compleanno, Magic
Challenge, era il suo preferito: un’eroina bellissima e coraggiosa
(lei!) affrontava sfide e pericoli indicibili in un castello incantato,
alla ricerca della chiave magica che avrebbe aperto lo Scrigno dei
Desideri. A fianco della protagonista, appariva, nel terzo livello
di gioco, un cavaliere misterioso su un cavallo alato, che, chissà
perchè, le ricordava tanto il suo compagno di classe Fabio....
l’irraggiungibile Fabio, che le faceva venire il batticuore
da sempre, ma al quale non aveva mai osato rivolgere una frase più
lunga di “Ciao come stai?”
Valentina accarezzò l’idea di inserire subito nel lettore
il Cd del gioco e affrontare il quarto livello, l’Arena dei
Draghi, ma poi venne folgorata da un’ispirazione artistica e
decise di aprire il programma di grafica, con l’intenzione di
disegnare il più bel drago sputafuoco che fosse mai esistito
sulle pagine di un libro di fiabe.
Ma dal dire al fare... il primo drago le uscì con una testa
sproporzionata rispetto al corpo, il secondo aveva una coda inverosimile,
il terzo aveva zampe da gallinaccio...
Uffa... per oggi basta draghi! File – Nuovo... ed ecco che,
senza sapere il perchè, si ritrovò a disegnare una stella,
una grande e bellissima stella con occhioni dolci, una bocca sorridente
che ispirava simpatia, braccia e gambe sottili a righe gialle e rosse
che terminavano con manine e piedini stile Mickey Mouse.
- Beh, non sarà un drago, ma mi è venuta proprio bene
– pensò Valentina soddisfatta.
In quel momento una voce nota risuonò dal corridoio di sotto:
- Valentinaaaa.... Stai meglio?
- Oh.. la mamma... se mi trova al computer sono guai.. dice sempre
che passo troppo tempo davanti allo schermo!
Svelta, svelta... salva con nome, cartella disegni, nome file “Ste...”
ma già si sentivano i passi della mamma sulle scale...
Oh cielo! Svelta svelta... Invio, Chiudi sessione, Arresta il sistema....
e via un tuffo sul letto! Appena in tempo: la porta della camera si
stava già spalancando.
- Sì mamma sto meglio, anzi mi stavo proprio alzando perchè
voglio fare i compiti, così poi non devo fare tutto all’ultimo
minuto come mi dici sempre tu...
La mamma la guardò sorridendo e uscì pensierosa dalla
stanza, dopo averle dato un bacio sulla fronte: la sua piccola Tina...
era proprio una personcina assennata, ma la preoccupavano la sua eccessiva
timidezza, la sua fragilità, la sua tendenza a chiudersi in
se stessa come se il mondo esterno fosse un pericolo da evitare...
Negli ultimi mesi poi le cose erano peggiorate, come può una
ragazzina di 11 anni rifiutare di partecipare ad una festa di compleanno
con i suoi compagni solo perchè ha tanti compiti per il giorno
dopo? Eppure.... era quello che aveva fatto Tina la settimana scorsa!
Ma forse era solo un momento di crisi che avrebbe superato presto.
Vedendola china sul quaderno con espressione serena la mamma interruppe
quel flusso di pensieri negativi e tornò alle faccende del
sabato pomeriggio.
In quello stesso momento, non lontano, in un labirinto di tracce elettromagnetiche,
qualcosa si mosse inaspettatamente, nonostante il sistema fosse spento.
Una microscopica scintilla si sprigionò da un settore dell’
hard disk e produsse uno sfrigolio leggero, poi più nulla.
Valentina alzò per un attimo lo sguardo verso il computer,
poi il modo congiuntivo della seconda coniugazione tornò ad
assorbire la sua attenzione.