Valentina arrivò
in cucina trafelata e con gli occhi sbarrati. La mamma, che stava
preparando la maionese per la cena, restò con la frusta a mezz’aria.
- Tina, tesoro, ma cos’è successo? Sembri terrorizzata…
La luce calda della cucina, il profumo di pane tostato, la voce e
lo sguardo premuroso della mamma ebbero un immediato effetto calmante.
- Oh niente mamma io... ho visto un ragno! Lo sai che ho il terrore
dei ragni!
- Vuoi che venga a schiacciarlo?
- No, no...cioè... adesso è scappato. Io sono venuta
ad aiutarti ad apparecchiare la tavola.
- Beh questa mi sembra proprio un’ottima idea, però...
sei sicura di sentirti bene? In questi giorni mi sembri un po’
strana...
Per qualche secondo Valentina accarezzò l’idea di raccontare
alla mamma quello che era successo, poi cambiò idea. Che cosa
avrebbe potuto dire? Che un disegno sul computer le aveva parlato?
Ma era poi successo davvero? Certo che no, come al solito era rimasta
vittima delle proprie fantasticherie, anche stavolta aveva perso di
vista il confine tra la realtà e la fantasia.
- Non è vero, è stato solo frutto della mia immaginazione
– si disse perentoriamente.
Questa considerazione da un lato la calmò, dall’altro
le produsse una sensazione strana, quasi di delusione.
Per rassicurare se stessa (ma anche per concedere un’altra chance
ai propri sogni) si ripromise di riaccendere il computer dopo cena,
di riaprire il file Ste, di constatare che si trattava di una normalissima
immagine bmp, come decine di altre che aveva sul PC e di chiudere
definitivamente la questione...
Le rimase però, per tutta la durata del pasto, uno strano miscuglio
di ansia ed eccitazione, non del tutto spiacevoli, che dava una sfumatura
diversa al gusto dei cibi che mangiava, ai suoni, ai colori, alle
parole che udiva o che pronunciava.
Si impose di fare tutto senza fretta, aiutò la mamma a sparecchiare,
guardò per 10 minuti un film in TV, poi disse distrattamente:
- Io vado su, gioco per una mezz’oretta al computer e poi vado
a letto.
- Oh quel computer!
- Ma mamma, non l’ho usato in tutta la giornata!
- Va bene, ma non più di mezz’ora. La poesia la sai bene?
Per tutta risposta Valentina cominciò a recitare con voce sicura
e impostata:
- San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla....
Alla fine la mamma e il papà le fecero un convinto applauso.
- Brava Tina! Ottima interpretazione! Giovanni Pascoli sarebbe orgoglioso
di te.
Mentre ascoltava i complimenti sorridendo, il ricordo di un’altra
voce riecheggiò nella sua mente:
- Ma è una poesia bellissima....!
Basta così, era ora di andare di sopra e affrontare di petto
le sue fantasticherie: era il momento della verità.