Capitolo 7

Sogno o realtà?

Questa volta Valentina non scappò. Se stava sognando, pensò dentro di sé, avrebbe proseguito il sogno fino in fondo.
- Chi sei?
- Ma come chi sono, sono Stella Ste, mi hai chiamato tu così no? Sei tu che mi hai creato e io ti sono molto grata di questo.
- Ma tu parli!
- Certo che parlo! Beh in realtà io riesco a parlarti grazie all’aiuto di un amico, l’unico amico che ho trovato in questo posto... vuoi che ti racconti la mia storia?
Ormai Valentina era entrata nel gioco e non pensava più all’assurdità della situazione.
- Oh sì, racconta!
E così Ste riferì tutto quanto le era accaduto, dall’indifferenza degli altri disegni ai rimproveri dei file doc, alle scaramucce dei file audio, fino all’incontro con Synt e al regalo che lui le aveva fatto.
- E così tu hai accettato questo regalo perchè desideravi parlare con me? Proprio con me?
- Oh sì, da quando ti ho visto attraverso il monitor ho pensato subito che mi sarebbe piaciuto diventare tua amica!
Valentina era commossa. Nessuno le aveva mai detto queste cose e non le importava che a parlare fosse un personaggio disegnato al computer e che chiunque l’avesse vista in quella situazione l’avrebbe giudicata matta da legare.
- Allora saremo amiche, Ste, a proposito vuoi sapere perchè ti ho chiamato Ste?
Le raccontò di come la mamma la rimproverasse sempre perchè stava troppo al computer e di come il giorno prima fosse stata costretta a interrompere il lavoro perchè non voleva farsi beccare davanti allo schermo.
- E così invece di scrivere Stella come avrei voluto, mi sono fermata a Ste e tu ti sei trovata questo strano nome.
Ste si mise a ridere:
- Oh non importa, a me questo nome piace moltissimo. Tu invece ti chiami Valentina , vero? Ho sentito mentre ti chiamavano stamattina.
- Sì, ma la mamma mi chiama sempre Tina, come quando ero piccola. A proposito di mamma, le ho promesso di non restare al computer per più di mezz’ora e non voglio disobbedire. Ti devo salutare Ste, ma se vuoi domani quando torno da scuola facciamo un’altra chiacchierata noi due...
- Scuola? Che cos’è la scuola?
- Oh penso proprio di doverti spiegare tante cose... Ma adesso spengo il computer, così anche tu vai a riposare.
- Mi raccomando, spegnilo bene, con tutti i passaggi necessari , prima di cena quando hai spento con il tasto di accensione hai provocato un vero terremoto e in tanti siamo finiti a gambe all’aria...
- Davvero? Allora ha ragione papà quando mi dice che bisogna sempre usare il metodo corretto per spegnere... Facciamo così, io domani ti racconto che cosa si fa a scuola e tu mi spieghi come si vive lì dentro al computer, io lo uso da quasi due anni ormai ma non ho mai pensato che dei file potessero finire a gambe all’aria... Ciao Ste, buonanotte.
- Buonanotte Valentina!
Valentina eseguì in modo automatico le consuete azioni per prepararsi ad andare a letto , come se stesse vivendo in un sogno...
Forse l’indomani si sarebbe svegliata e non avrebbe ricordato più nulla di quella incredibile avventura. Forse l’indomani la realtà sarebbe tornata realtà.


Indice capitoli     

 Qualche spunto didattico 

 

amiciLo strano modo con cui fanno conoscenza Ste e Valentina può essere uno stimolo per ricordare ai ragazzi il modo in cui hanno conosciuto per la prima volta il loro amico/a del cuore. Chiediamo di raccontare e di illustrare quell'incontro descrivendo il luogo in cui è avvenuto, l'occasione, la prima impressione che hanno avuto dell'altra persona...

Quella delle "prime impressioni" è un'altra strada sui si possono fare riflessioni interessanti: sono sempre attendibili le prime impressioni? Chiediamo: - Vi è mai capitato che la prima impressione su una persona venisse poi "ribaltata" uan volta che l'avete conosciuta meglio?

L'accenno ironico ai file che vanno a gambe all'aria può essere un'occasione per di ricordare l'importanza di un corretto spegnimento del computer. Spegnere con il tasto di avvio, certamente non farà ruzzolare i file, ma può a lungo andare danneggiare l'Hard disk.

 


Home page