Questa volta Valentina
non scappò. Se stava sognando, pensò dentro di sé,
avrebbe proseguito il sogno fino in fondo.
- Chi sei?
- Ma come chi sono, sono Stella Ste, mi hai chiamato tu così
no? Sei tu che mi hai creato e io ti sono molto grata di questo.
- Ma tu parli!
- Certo che parlo! Beh in realtà io riesco a parlarti grazie
all’aiuto di un amico, l’unico amico che ho trovato in
questo posto... vuoi che ti racconti la mia storia?
Ormai Valentina era entrata nel gioco e non pensava più all’assurdità
della situazione.
- Oh sì, racconta!
E così Ste riferì tutto quanto le era accaduto, dall’indifferenza
degli altri disegni ai rimproveri dei file doc, alle scaramucce dei
file audio, fino all’incontro con Synt e al regalo che lui le
aveva fatto.
- E così tu hai accettato questo regalo perchè desideravi
parlare con me? Proprio con me?
- Oh sì, da quando ti ho visto attraverso il monitor ho pensato
subito che mi sarebbe piaciuto diventare tua amica!
Valentina era commossa. Nessuno le aveva mai detto queste cose e non
le importava che a parlare fosse un personaggio disegnato al computer
e che chiunque l’avesse vista in quella situazione l’avrebbe
giudicata matta da legare.
- Allora saremo amiche, Ste, a proposito vuoi sapere perchè
ti ho chiamato Ste?
Le raccontò di come la mamma la rimproverasse sempre perchè
stava troppo al computer e di come il giorno prima fosse stata costretta
a interrompere il lavoro perchè non voleva farsi beccare davanti
allo schermo.
- E così invece di scrivere Stella come avrei voluto, mi sono
fermata a Ste e tu ti sei trovata questo strano nome.
Ste si mise a ridere:
- Oh non importa, a me questo nome piace moltissimo. Tu invece ti
chiami Valentina , vero? Ho sentito mentre ti chiamavano stamattina.
- Sì, ma la mamma mi chiama sempre Tina, come quando ero piccola.
A proposito di mamma, le ho promesso di non restare al computer per
più di mezz’ora e non voglio disobbedire. Ti devo salutare
Ste, ma se vuoi domani quando torno da scuola facciamo un’altra
chiacchierata noi due...
- Scuola? Che cos’è la scuola?
- Oh penso proprio di doverti spiegare tante cose... Ma adesso spengo
il computer, così anche tu vai a riposare.
- Mi raccomando, spegnilo bene, con tutti i passaggi necessari , prima
di cena quando hai spento con il tasto di accensione hai provocato
un vero terremoto e in tanti siamo finiti a gambe all’aria...
- Davvero? Allora ha ragione papà quando mi dice che bisogna
sempre usare il metodo corretto per spegnere... Facciamo così,
io domani ti racconto che cosa si fa a scuola e tu mi spieghi come
si vive lì dentro al computer, io lo uso da quasi due anni
ormai ma non ho mai pensato che dei file potessero finire a gambe
all’aria... Ciao Ste, buonanotte.
- Buonanotte Valentina!
Valentina eseguì in modo automatico le consuete azioni per
prepararsi ad andare a letto , come se stesse vivendo in un sogno...
Forse l’indomani si sarebbe svegliata e non avrebbe ricordato
più nulla di quella incredibile avventura. Forse l’indomani
la realtà sarebbe tornata realtà.