Le settimane trascorrevano
velocemente... da quando c’era Ste l’umore di Valentina
era molto migliorato, sorrideva più spesso, faceva i compiti
più volentieri... Però trascorreva quasi tutto il suo
tempo libero nella sua stanza con il computer acceso e la mamma glielo
rimproverava spesso.
- Ma possibile che tu non voglia mai uscire? Guarda, nel cortile di
fronte ci sono Sara, Jessica e Cristina, le tue compagne di scuola
che giocano a pallavolo, perchè non scendi anche tu? Sono sicura
che se glielo chiedi ti faranno giocare.
- Ora no mamma, devo finire i compiti.
La verità era che Valentina con i suoi coetanei si sentiva
a disagio, aveva paura di dire le cose sbagliate, di fare brutta figura,
di essere presa in giro... così si isolava sempre di più,
rifiutava ogni invito a giocare o alle feste di compleanno e finiva
che i compagni non la chiamavano nemmeno più. Si consolava
pensando: - Per fortuna ho Ste che mi capisce – ma le restava
comunque una punta d’amaro in bocca.
La situazione precipitò una fredda mattina di gennaio. Il giorno
prima la maestra di italiano aveva letto e commentato con la classe
una poesia di G. Leopardi, “Il sabato del villaggio” e
dopo aver assegnato il compito scritto aveva aggiunto – Chi
se la sente può imparare a memoria questa bella poesia e recitarla
alla classe domani; non siete obbligati a farlo, diciamo che è
un compito facoltativo!
Valentina aveva colto al volo il suggerimento: al pomeriggio aveva
letto e riletto la poesia assieme a Stella Ste e l’aveva imparata
alla perfezione. Ste aveva commentato:
– Sei bravissima a recitare, tu da grande dovresti fare l’attrice!
Vedrai che domani la maestra Greta ti farà i complimenti!
Il mattino seguente, dopo la correzione del compito, la maestra aveva
chiesto:
– Qualcuno vuole uscire a recitare la poesia? - Silenzio completo
– Ma come... nessuno di voi ha provato ad impararla?
Valentina sudava e nello stesso tempo sentiva le mani gelate... Diceva
dentro di sé:
– Adesso alzo la mano... dopotutto la so bene, l’ho ripetuta
a Ste anche stamattina prima di partire. - ma poi si vedeva, con gli
occhi della mente, alzarsi con tutti gli occhi puntati addosso, andare
alla cattedra, iniziare a parlare con la voce che le si affievoliva
sempre più.... - E se poi mi impappino? Tutti si metteranno
a ridere...
La maestra fece un ultimo tentativo: – Proprio nessuno vuol
provare? Neanche tu Sara?
Ecco, la maestra si aspettava che ad offrirsi fosse Sara, sempre perfetta,
sempre pronta ad intervenire... ma anche Sara stavolta aveva rinunciato...
poteva essere l’occasione buona per dimostrare che anche lei
valeva qualcosa. Però....
- Va bene ragazzi, mi spiace che nessuno si sia impegnato ad imparare
questa bella poesia. Poi la rileggeremo insieme, però ricordiamo
almeno chi l’ha scritta... Vediamo chi mi sa dire il nome dell’autore...
Valentina non sentiva nemmeno più i suoni che provenivano dall’esterno,
riusciva solo a pensare che era proprio una stupida, che aveva perso
un’occasione per fare bella figura, che il giorno prima aveva
studiato tanto per niente...
- Valentina mi vuoi rispondere tu?
Sentendo chiamare il suo nome Valentina ebbe un tuffo al cuore...
non aveva neppure udito la domanda... – Che fare? Ammettere
che non era attenta? Oh no... non ne aveva il coraggio... Tirò
a indovinare – La donzelletta?
Scoppiò una risata fragorosa e lei divenne rossa fino alle
orecchie. Non solo non aveva avuto il coraggio di recitare la poesia
che sapeva benissimo, ma aveva anche fatto la figura della stupida
rispondendo a caso alla domanda che le era stata rivolta... Peggio
di così!
Vedendo la sua espressione disperata la maestra preferì non
infierire:
- Va bene ragazzi, è meglio cambiare argomento... altrimenti
il buon Giacomo Leopardi se ci segue di lassù si metterà
le mani nei capelli!
Appena ebbe acceso il computer, nel pomeriggio, Valentina si trovò
dinnanzi Ste che chiedeva con una vocetta squillante e concitata:
– E allora come è andata? Scommetto che hai preso 10
nella recitazione della poesia!
- Oh lascia perdere...
- Ma come lascia perdere, non hai preso un bel voto?
- Io... non l’ho detta la poesia, all’ultimo momento..
mi è mancato il coraggio!
- Ma stai scherzando? La sapevi così bene!
- Oh ma questo non è tutto... poi ero così confusa e
arrabbiata con me stessa che mi sono distratta e così quando
la maestra mi ha fatto una domanda ho risposto una sciocchezza e...
tutti hanno riso di me!
Mentre parlava, la tensione che l’aveva sostenuta fino a quel
momento si sciolse e Valentina scoppiò in lacrime – La
verità è che non valgo niente.. .hanno ragione i miei
compagni quando non mi chiamano nella loro squadra... sono un fallimento!
- Ascoltami bene signorina, adesso piantala di frignare e crogiolarti
nelle tue lamentele e stammi a sentire!
Valentina smise di piangere e alzò gli occhi stupita: non aveva
mai sentito la sua amica Ste usare quel tono duro che non ammetteva
repliche.
- Fino a quando tu non avrai un briciolo di fiducia in te stessa non
aspettarti che ce l’abbiano gli altri...se tu non ti consideri
all’altezza delle situazioni le situazioni ti sfuggiranno di
mano!
Prova a guardarti allo specchio con un po’ di simpatia: sei
una bella ragazzina e lo saresti anche di più se non ti ostinassi
a nascondere il viso sotto i capelli e guardassi negli occhi le altre
persone... Sei intelligente, creativa, fai dei testi che sono dei
veri capolavori e le tue poesie... le ho lette sai? Credi che io vada
ogni tanto nella cartella Documenti solo per sentire i pettegolezzi
di quei rompiscatole dei PuntoDoc? Le tue poesie sono piene di sentimenti
e di emozioni, non hanno niente da invidiare a quelle che si trovano
sui libri di lettura!
- Però in matematica io...
- Ma va là, sei brava anche in matematica è solo che
hai una paura folle di sbagliare e questo a volte ti fa sbagliare
davvero. Vale... hai mai pensato a come inizia il tuo nome? Io d’ora
in poi ti chiamerò sempre così, Vale, per ricordarti
che tu vali molto, devi solo convincertene e così se ne convinceranno
anche gli altri. Vuoi provarci Vale? Vuoi farlo per me?
Valentina sorrise quasi divertita – Accidenti Ste, ma tu non
hai niente da invidiare a quelli che fanno i comizi in televisione...
che grinta! D’accordo io ci proverò, domattina cambierò
pettinatura e guarderò negli occhi i miei compagni quando li
saluto e poi... beh insomma è già qualcosa per iniziare,
no?
- Certo Vale, a volte per iniziare basta un piccolo, piccolissimo
passo...