Capitolo 9

Momenti difficili

Le settimane trascorrevano velocemente... da quando c’era Ste l’umore di Valentina era molto migliorato, sorrideva più spesso, faceva i compiti più volentieri... Però trascorreva quasi tutto il suo tempo libero nella sua stanza con il computer acceso e la mamma glielo rimproverava spesso.
- Ma possibile che tu non voglia mai uscire? Guarda, nel cortile di fronte ci sono Sara, Jessica e Cristina, le tue compagne di scuola che giocano a pallavolo, perchè non scendi anche tu? Sono sicura che se glielo chiedi ti faranno giocare.
- Ora no mamma, devo finire i compiti.
La verità era che Valentina con i suoi coetanei si sentiva a disagio, aveva paura di dire le cose sbagliate, di fare brutta figura, di essere presa in giro... così si isolava sempre di più, rifiutava ogni invito a giocare o alle feste di compleanno e finiva che i compagni non la chiamavano nemmeno più. Si consolava pensando: - Per fortuna ho Ste che mi capisce – ma le restava comunque una punta d’amaro in bocca.
La situazione precipitò una fredda mattina di gennaio. Il giorno prima la maestra di italiano aveva letto e commentato con la classe una poesia di G. Leopardi, “Il sabato del villaggio” e dopo aver assegnato il compito scritto aveva aggiunto – Chi se la sente può imparare a memoria questa bella poesia e recitarla alla classe domani; non siete obbligati a farlo, diciamo che è un compito facoltativo!
Valentina aveva colto al volo il suggerimento: al pomeriggio aveva letto e riletto la poesia assieme a Stella Ste e l’aveva imparata alla perfezione. Ste aveva commentato:
– Sei bravissima a recitare, tu da grande dovresti fare l’attrice! Vedrai che domani la maestra Greta ti farà i complimenti!
Il mattino seguente, dopo la correzione del compito, la maestra aveva chiesto:
– Qualcuno vuole uscire a recitare la poesia? - Silenzio completo – Ma come... nessuno di voi ha provato ad impararla?
Valentina sudava e nello stesso tempo sentiva le mani gelate... Diceva dentro di sé:
– Adesso alzo la mano... dopotutto la so bene, l’ho ripetuta a Ste anche stamattina prima di partire. - ma poi si vedeva, con gli occhi della mente, alzarsi con tutti gli occhi puntati addosso, andare alla cattedra, iniziare a parlare con la voce che le si affievoliva sempre più.... - E se poi mi impappino? Tutti si metteranno a ridere...
La maestra fece un ultimo tentativo: – Proprio nessuno vuol provare? Neanche tu Sara?
Ecco, la maestra si aspettava che ad offrirsi fosse Sara, sempre perfetta, sempre pronta ad intervenire... ma anche Sara stavolta aveva rinunciato... poteva essere l’occasione buona per dimostrare che anche lei valeva qualcosa. Però....
- Va bene ragazzi, mi spiace che nessuno si sia impegnato ad imparare questa bella poesia. Poi la rileggeremo insieme, però ricordiamo almeno chi l’ha scritta... Vediamo chi mi sa dire il nome dell’autore...
Valentina non sentiva nemmeno più i suoni che provenivano dall’esterno, riusciva solo a pensare che era proprio una stupida, che aveva perso un’occasione per fare bella figura, che il giorno prima aveva studiato tanto per niente...
- Valentina mi vuoi rispondere tu?
Sentendo chiamare il suo nome Valentina ebbe un tuffo al cuore... non aveva neppure udito la domanda... – Che fare? Ammettere che non era attenta? Oh no... non ne aveva il coraggio... Tirò a indovinare – La donzelletta?
Scoppiò una risata fragorosa e lei divenne rossa fino alle orecchie. Non solo non aveva avuto il coraggio di recitare la poesia che sapeva benissimo, ma aveva anche fatto la figura della stupida rispondendo a caso alla domanda che le era stata rivolta... Peggio di così!
Vedendo la sua espressione disperata la maestra preferì non infierire:
- Va bene ragazzi, è meglio cambiare argomento... altrimenti il buon Giacomo Leopardi se ci segue di lassù si metterà le mani nei capelli!
Appena ebbe acceso il computer, nel pomeriggio, Valentina si trovò dinnanzi Ste che chiedeva con una vocetta squillante e concitata:
– E allora come è andata? Scommetto che hai preso 10 nella recitazione della poesia!
- Oh lascia perdere...
- Ma come lascia perdere, non hai preso un bel voto?
- Io... non l’ho detta la poesia, all’ultimo momento.. mi è mancato il coraggio!
- Ma stai scherzando? La sapevi così bene!
- Oh ma questo non è tutto... poi ero così confusa e arrabbiata con me stessa che mi sono distratta e così quando la maestra mi ha fatto una domanda ho risposto una sciocchezza e... tutti hanno riso di me!
Mentre parlava, la tensione che l’aveva sostenuta fino a quel momento si sciolse e Valentina scoppiò in lacrime – La verità è che non valgo niente.. .hanno ragione i miei compagni quando non mi chiamano nella loro squadra... sono un fallimento!
- Ascoltami bene signorina, adesso piantala di frignare e crogiolarti nelle tue lamentele e stammi a sentire!
Valentina smise di piangere e alzò gli occhi stupita: non aveva mai sentito la sua amica Ste usare quel tono duro che non ammetteva repliche.
- Fino a quando tu non avrai un briciolo di fiducia in te stessa non aspettarti che ce l’abbiano gli altri...se tu non ti consideri all’altezza delle situazioni le situazioni ti sfuggiranno di mano!
Prova a guardarti allo specchio con un po’ di simpatia: sei una bella ragazzina e lo saresti anche di più se non ti ostinassi a nascondere il viso sotto i capelli e guardassi negli occhi le altre persone... Sei intelligente, creativa, fai dei testi che sono dei veri capolavori e le tue poesie... le ho lette sai? Credi che io vada ogni tanto nella cartella Documenti solo per sentire i pettegolezzi di quei rompiscatole dei PuntoDoc? Le tue poesie sono piene di sentimenti e di emozioni, non hanno niente da invidiare a quelle che si trovano sui libri di lettura!
- Però in matematica io...
- Ma va là, sei brava anche in matematica è solo che hai una paura folle di sbagliare e questo a volte ti fa sbagliare davvero. Vale... hai mai pensato a come inizia il tuo nome? Io d’ora in poi ti chiamerò sempre così, Vale, per ricordarti che tu vali molto, devi solo convincertene e così se ne convinceranno anche gli altri. Vuoi provarci Vale? Vuoi farlo per me?
Valentina sorrise quasi divertita – Accidenti Ste, ma tu non hai niente da invidiare a quelli che fanno i comizi in televisione... che grinta! D’accordo io ci proverò, domattina cambierò pettinatura e guarderò negli occhi i miei compagni quando li saluto e poi... beh insomma è già qualcosa per iniziare, no?
- Certo Vale, a volte per iniziare basta un piccolo, piccolissimo passo...



Indice capitoli     

 Qualche spunto didattico 

 

amiciQuesto capitolo azzarda qualche fugace incursione nel capo della psicologia della preadolescenza: le insicurezze, gli imbarazzi, la paura di non essere al'altezza, le reazioni di chiusura e di isolamento proprio quando si avrebbe il maggior bisogno di essere accettati dal gruppo...

Chi si riconosce almeno in parte nel comportamento di Valentina?

Sempre in tema di insicurezze possiamo analizzare più approfonditamente quelle che riguardano il lavoro scolastico: le ansie da "prestazione" , il panico da verifica o interrogazione, gli errori che derivano, paradossalmente, proprio da un'eccessiva paura di sbagliare.

Spingiamoci un po' più in là sulla strada delle riflessione metacognitiva invitando gli alunni a spiegare per iscritto quale/i discipline scolastiche li mettono maggiormente in crisi e perchè.
In seconda battuta chiediamo se hanno mai cercato qualche "strategia" per vincere tali difficoltà o se hanno qualche idea per farlo in futuro...

 


Home page